Cherasco ebraica/Sinagoga

Arredi

L'ARON

L'Aron ha-Qodesh (Arca Santa) è l’armadio che contiene i rotoli della Torah: è collocato sul muro più vicino a Gerusalemme e verso di esso si sta rivolti durante la preghiera.

IL PAROKHET

Il parokhet è una tenda che copre l’Aron; spesso è decorato e vi sono inscritti i Dieci Comandamenti. Nel caso della sinagoga di Cherasco il parokhet è di velluto settecentesco e i comandamenti sono incisi direttamente sulle porte dell’Aron.

LA LUCE ETERNA (NER TAMID)

Una luce, appesa al di sopra dell’Aron, è sempre accesa ed è tradizionalmente associata al candelabro a sette bracci del Santuario di Gerusalemme e all’incenso che bruciava perennemente di fronte all’arca Santa. Nell’esegesi rabbinica è interpretata come simbolo dell’eternità e della permanenza divina.

LA TEVAH

La tevah è il pulpito con il leggio per la lettura della Torah. È tradizionalmente situata nel centro della stanza, come nel caso di Cherasco. Tuttavia, può anche essere posizionato ad una estremità della sinagoga.

LE ISCRIZIONI

Gli ebrei non decorano i luoghi sacri con immagini antropomorfe, ma con le parole dei testi sacri o con figure geometriche e floreali, così da non violare il secondo comandamento che proibisce la venerazione di idoli.

IL LAVAMANI

L’acqua viene usata come mezzo di purificazione prima della preghiera, attraverso la lavanda delle mani. A Cherasco, il lavabo è posto all'ingresso della sala preghiera.

MEZUZAH

Mezuzah significa in ebraico “stipite”. Il termine è venuto ad indicare un piccolo astuccio all’interno del quale è custodita una pergamena sulla quale sono riportati i primi due paragrafi della preghiera recitata ogni mattina e sera, lo Shema‘. Tale astuccio viene appunto collocato all'ingresso delle stanze più frequentate, in osservanza del Comandamento del Deuteromonio di scrivere i comandamenti sugli stipiti delle porte (Deut. 6, 9).

LA SCATOLA PER L’ELEMOSINA

La legge ebraica prescrive la donazione di un decimo del reddito personale a sostegno del prossimo.

Oltre alla decima, le donazioni ai bisognosi sono sempre incoraggiate; in particolare la donazione spontanea e anonima, in cui né il donatore né il ricevente conoscono l’identità uno dell’altro, è quella più lodevole.

La scatola per la raccolta è normalmente posta all’ingresso della sinagoga.

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